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Via del Sale, Cuneo – Nizza

Via del Sale, Cuneo – Nizza

É un delitto scartare un libro per via della copertina, un sentiero per via della cartina, una persona dal profumo del primo incontro? Omicidi premeditati di possibilità, che senza né urla né sangue sparso, scompaiono nel limbo dei tempi mai vissuti. Siamo davvero noi a non concedere al libro, al sentiero, al sentimento la possibilità di esistere o non la concediamo a noi stessi, questa possibilità? É una dorsale esposta quella che divide l’agrodolce amor proprio dall’aspro egocentirsimo.

Concendiamo dunque la possibilità di svolta ad un periodo ricco ma fermo; anzi: concediamo la possibilità di far nascere qualcosa di buono da un periodo ricco ma fermo, tanto intenso quanto insìpido. E dunque, Via del Sale sia.

Ogni paese ha una stagione perfetta che lo incornicia e per me, a Cuneo, é sempre autunno. Ci arrivo comodo comodo in treno, che il tempo quest’anno é risicato e la forma fisica quella da giocatore di Subbuteo.
Limone Piemonte é a poche pedalate e i limonesi, limoniani, limononi – non so – si baciano alla francese tra le vie pettinate del centro; il confine transalpino é a un passo e il coviddi non può nulla contro l’Amore, ha detto un virologo da Fazio. Dunque Sale, Limone e Tequila che bevo la sera prima della partenza, perché l’insonnia con il mal di testa ha tutto un altro sapore.

La Via è di sale grosso e la carne alla griglia sono le mie gambe. Il ciclismo da soma che tanto ci piace é poco indicato a questa pesante ex-strada militare, peccato di programmazione che sconteranno polsi e gambe.

Scopro sasso dopo sasso che il “cambio” non é solo un semplice sistema meccanico, ma l’esclamazione urlata dalla bicicletta poco prima di fare quello che le pare: CAMBIO! E via dalla prima alla seconda, dalla seconda alla prima di continuo fino ai 2100 metri del Rifugio Barbera, dove fuori fa freddo e dentro ci si scalda rendendo giustizia al suo nome.

Il vento e gli enduro alzano vampate di polvere bianca che avvolgono di continuo il panorama. Sono flash al magnesio di antiche macchine fotografiche che catturano immagini in bianco e nero di un paesaggio lunare, asciutto, essenziale dei suoi dirupi e guglie pungenti. Nel suo dentro o fuori, insipido o salato. CAMBIO!

Dunque su per Colle di tenda e Colle della Boaria, quindi Colle dei Signori e Cima Marta. Ultimo – ma non ultimo – sforzo per il passo Tanarello e giù in qualche modo per il Rifugio Allavena. Un saliscendi polveroso che vibra nei polsi e nel cervello, schakerando le poche idee confuse, ora pure impolverate. L’allenamento da Subbuteo si fa sentire ma ad andare in pezzi é il portapacchi, forse più per l’odore delle calze legate ad asciugare, che per il terreno da fuoristrada lunare. CAMBIO!

Giù tutta dunque, dai 1600 metri di Colle Melosa dritti ad assaporarlo ‘sto benedetto sale. Dal mare alle Alpi lungo una via senza acqua né ombra, quale da sempre é la spinta a trasportarlo per secoli, pur di non arrendersi ad una vita senza sapore? CAMBIO!

Ventimiglia é un delirio di pastis, afa e francesi alcolizzati. Carlo si é concesso tre giorni di ferie dai suoi campi a nocciole nel cuneese e parla – giustamente – dei suoi campi di nocciole nel cuneese. I macchinari, il meteo, la Ferrero, la fortuna del padre e la disgrazia dei figli. I Ferrero Rocher avranno ora un altro sapore; cartamente più salato, forse del sudore di Carlo. CAMBIO! (confezione).

Le fascette tengono in qualche modo insieme il portapacchi agonizzante e con lui le mie brevi ferie. Se ce la fanno loro, perché non dovrei potercela fare io? Italia, Francia, Monte Carlo e ancora Francia per la via alta, che detta così sembra il giro del Mondo in sei ore, ma quanto si riducono le distanze quando sono vicini i confini? Meno i dislivelli. CAMBIO!

Sarebbe dunque un delitto scartare un libro per via della copertina, un sentiero per via della cartina, una persona dal profumo del primo incontro? No, se é il profumo fosse il mio in stazione a Genova, alle cinque di pomeriggio in attesa del prossimo regionale per la fine delle ferie. Si, se non avessi concesso a questo periodo insipido la possibilità di riprendere il giusto sapore. CAMBIO!

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